Sarmenti
sulle viti, in duello con l’aria
uno strappo deciso li stacca - dente bambino -
deve ac-cadere prima che il legno s’addensi
E animelle-nipoti sulle biforcazioni, anch’esse
da allontanare, animule trafitte
Che bisbiglino la loro delusione, in terra
strato dopo strato, fino alla vigna nadir
all’altro orecchio del mondo
tutto sarà compreso
In questo braccio dell’Appia Antica Laerte
versa linfa nei rami, si avverte
lo scroscio sottile, i remi di Ulisse lontani
lontana l’angoscia
qui la tortora curva sul nido a ripetere
La casa è vicina alla cava di selce
perché sia graffito il presagio pietravignarinascita
sia compreso il tempo
compresi anche noi col nostro
tozzetto di paneolio, l’assaggio d’ebbrezza
la vita etilica nebbia
nel meriggio rossoacceso che accende
in petto un’onda larga
così trascurabile il prezzo della pace
Annamaria Ferramosca --- inedito depositato
sabato 6 ottobre 2007
giovedì 4 ottobre 2007
Per Pasolini
Si stanno preparando ben due serate poetiche in omaggio a Pasolini, una ai primi di novembre, l'altra a metà circa. Preparate i vostri testi.
mercoledì 3 ottobre 2007
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""Senza titolo" di Maria Grazia Calandrone"
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Antonio Spagnuolo Quando per l’ultima volta gli occhi tuoi mi avvolsero/in una nube di colori,/ ed il tuo corpo sinuoso ebbe il sussulto timido/così come fanciulla,/le streghe sfrenate vennero a rinchiudermi/in una lacrima di sconforto./Fu il gioco disperato della vita che sfugge,/il sole amareggiato, il desiderio irrefrenabile/che trascina a fatica un’ impossibile insania./Fu misterioso anche il malumore/che trasudava dai tuoi anni maldestri/carezze guancia a guancia sperperate./Logorato dai sogni ho riempito la febbre/con coriandoli rossi, e le mie orecchie/hanno ascoltato l’inganno della solitudine./Avrei voluto ritrovare i miei anni virili,/quelli che la bizzarria pettinava nelle stanze del sogno,/ma senza più parole ho chiuso ogni poesia.Antonio Spagnuolo
23 settembre 2007 9.36
Ahi, quanti!dolci e giocosi e vagabondi ragazzifanno tempesta nelle acque vivedel mio cuore e mietono da barbarire della luce la messe delle tavole imbaditedella capitaleche protende il suo oro medioevale tra cedri e ulivi.
postato da Francesca Farina alle 3.28 il 4-set-2007
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""Senza titolo" di Maria Grazia Calandrone"
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Antonio Spagnuolo Quando per l’ultima volta gli occhi tuoi mi avvolsero/in una nube di colori,/ ed il tuo corpo sinuoso ebbe il sussulto timido/così come fanciulla,/le streghe sfrenate vennero a rinchiudermi/in una lacrima di sconforto./Fu il gioco disperato della vita che sfugge,/il sole amareggiato, il desiderio irrefrenabile/che trascina a fatica un’ impossibile insania./Fu misterioso anche il malumore/che trasudava dai tuoi anni maldestri/carezze guancia a guancia sperperate./Logorato dai sogni ho riempito la febbre/con coriandoli rossi, e le mie orecchie/hanno ascoltato l’inganno della solitudine./Avrei voluto ritrovare i miei anni virili,/quelli che la bizzarria pettinava nelle stanze del sogno,/ma senza più parole ho chiuso ogni poesia.Antonio Spagnuolo
23 settembre 2007 9.36
Ahi, quanti!dolci e giocosi e vagabondi ragazzifanno tempesta nelle acque vivedel mio cuore e mietono da barbarire della luce la messe delle tavole imbaditedella capitaleche protende il suo oro medioevale tra cedri e ulivi.
postato da Francesca Farina alle 3.28 il 4-set-2007
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Il mio nuovo libro "Metamorphoseon" ("Delle Metamorfosi")
E' appena uscito il mio nuovo libro di poesie che si compone di diverse parti, tra la sezione iniziale nel segno di Orfeo e di Rilke, ai sonetti "In morte del fratello", a quelli amorosi "Sulle ali dell'Angelo", alle poesie sul tema della Natura, agli autoritratti poetici sul filo delle trasformazioni. Richiedetelo all'Editore Giorgio Cortellessa, viale Ippocrate, 156, Roma, tel. 06/45.43.98.65. Tra qualche giorno lo troverete anche in libreria.
Un commento di Angela Margaritelli al mio sonetto-autoritratto.
"Mi colpisce il bagliore di >
questo profilo di femminilità in eco di cadenza barbara. Ogni linea un
>passo, ogni passo un accento. Davvero forte, musicale e reale'."
questo profilo di femminilità in eco di cadenza barbara. Ogni linea un
>passo, ogni passo un accento. Davvero forte, musicale e reale'."
lunedì 1 ottobre 2007
Una poesia di Simona Verrusio
I sassi parlano – OMOLOGIA
Ho scollinato.
Gli anni depositati
Sul mio corpo son tanti,
ora,
che mi accorgo
di aver studiato geologia
perché avrei voluto far psicologia.
Capire
dall’emergenze esterne
il profondo
da tracce esteriori
gli avvenimenti interiori
carpire
con un carotaggio
stati, stadi, strati e stratificazioni
e caro, t’aggio
portato fuori
la nera terra, alla luce.
Volevo penetrare
quella scorza dura
che m’impaura,
intuire il divenire,
ciò che ha modificato il percorso,
dagli affioramenti:
colline
e speroni aguzzi, incluse conchiglie e piccole ambre
vulcani, accesi o spenti
il lento ribollire
della minestra cosmica,
che erutta e sbotta,
e così non la riuscivo ad insegnare
la geologia
i sassi parlano,
ora lo so,
e psicologo
in un’altra vita
diventerò.
Simona Verrusio
Ho scollinato.
Gli anni depositati
Sul mio corpo son tanti,
ora,
che mi accorgo
di aver studiato geologia
perché avrei voluto far psicologia.
Capire
dall’emergenze esterne
il profondo
da tracce esteriori
gli avvenimenti interiori
carpire
con un carotaggio
stati, stadi, strati e stratificazioni
e caro, t’aggio
portato fuori
la nera terra, alla luce.
Volevo penetrare
quella scorza dura
che m’impaura,
intuire il divenire,
ciò che ha modificato il percorso,
dagli affioramenti:
colline
e speroni aguzzi, incluse conchiglie e piccole ambre
vulcani, accesi o spenti
il lento ribollire
della minestra cosmica,
che erutta e sbotta,
e così non la riuscivo ad insegnare
la geologia
i sassi parlano,
ora lo so,
e psicologo
in un’altra vita
diventerò.
Simona Verrusio
In arrivo i consigli di Ivan Paduano, mago del computer
Cari amici, qualcuno ha lamentato la difficoltà di accedere al blog, cioè di intervenire con un commento. Ivan Paduano, il bravissimo mago del computer che mi ha creato il blog, darà presto indicazioni semplici su come accedere a questa parte del blog. Pazientate! Intanto mandate alla mia mail i vostri testi e li pubblicherò io stessa. (rosafrancefarina@fastwebnet.it)
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