venerdì 17 luglio 2009

L’ Isola dei Poeti
a cura di Roberto Piperno e Francesca Farina presenta

PREMIO INSULA ROMAE

CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Scaletta del 14 luglio 2009, ore 18,30 (con inizio circa ore 19,00)
Al tavolo Giorgio Ginori, Tomaso Binga, Mario Lunetta, Francesca Farina,
Francesco Muzzioli e Roberto Piperno
(Farina e Piperno si situano ai lati estremi del tavolo per avere agio di spostarsi,
secondo le esigenze)

Ore 19,00 circa. Parla Roberto Piperno, per ringraziare i partecipanti al premio e i convenuti. Quindi presenta e ringrazia Giorgio Ginori e gli cede la parola per ringraziamenti, ecc.

Riprende la parola Roberto Piperno per leggere i nomi dei finalisti e invitarli in ordine alfabetico a leggere una sola poesia ciascuno, tra le tre presentate al concorso.

Si avvicinano al microfono i poeti, in ordine alfabetico, e leggono (chiamati alternativamente da Roberto Piperno e da Francesca Farina)

Alla fine delle letture di tutti i poeti (compresi i vincitori) Giorgio Ginori proclama il terzo classificato e lo invita ad avvicinarsi al microfono, mentre la giurata
Francesca Farina legge le motivazioni della Giuria.
Subito dopo, il terzo classificato legge la poesia prescelta.

Riprende la parola Giorgio Ginori per proclamare il secondo classificato, che si avvicina al microfono, mentre il giurato Francesco Muzzioli legge le motivazioni della Giuria.
Subito dopo, il terzo classificato legge la poesia prescelta.

Riprende la parola Giorgio Ginori per proclamare il primo classificato, che si avvicina al microfono mentre Mario Lunetta legge le motivazioni della Giuria.
Il primo classificato legge la poesia prescelta.

Alla fine Robetto Piperno e Francesca Farina ringraziano e salutano, lasciando poi che Giorgio Ginori riprenda la parola a sua volta per ringraziamenti e saluti, invitando poeti e pubblico alla Seconda Edizione del Premio, che si svolgera’ sempre all’Isola Tiberina nell’estate del 2010.


Conclusione della cerimonia.


L’ Isola dei Poeti
a cura di Roberto Piperno e Francesca Farina presenta

Premio Insula Romae Ia edizione anno 2009
Secondo classificato il poeta Paolo Guzzi.
Motivazione della Giuria, formata da Tomaso Binga, Mario Lunetta,
Francesco Muzzioli, Roberto Piperno e Francesca Farina.

L’acqua veloce, di cui parla fin dal titolo il testo di Paolo Guzzi, non ha niente di euforicamente futurista (del tipo Spagna veloce); è invece un’immagine inquietante, l’immagine di una minaccia che richiede viva attenzione e acuta sorveglianza.
L’acqua veloce è quella della piena del Tevere che unisce le sponde del passato classico, rievocato attraverso l’Ode di Orazio, e del presente, il presente della cronaca dell’ingrossarsi del fiume nel dicembre dello scorso anno. Come nel passato il pensiero mitico vedeva nel dilagare del Tevere, oltre alla furia vendicativa della sua consorte (Ilia o Rea Silvia che fosse) ingiustamente punita dai romani, assumeva l’ulteriore significato di una allegorica premonizione delle sciagure politiche, allo stesso modo, nell’attualità, le acque vorticanti attorno ai pilastri dei ponti non promettono nulla di buono e non serve a nulla che un sindaco dal cognome di barbaro si premuri di dichiarare la situazione “sotto controllo”, mentre l’oscurità e l’impasto limaccioso dell’alluvione sembra – dice Guzzi – «portarlo via», al pari di un inane esorcismo. Nel testo, il fiume si vendica dell’uomo e della sua illusione antropocentrica, addobbando con ironia i tronchi travolti a farne grottesche parodie delle festività natalizie.
L’Isola resiste, è vero, al montare dell’acqua veloce. Essa appare però, nei versi di Guzzi – più “isolata” che mai. La piena, infatti, divide precisamente, i «lungodegenti» ricoverati sull’isola come su una nave di salvataggio e i «nullafacenti» che si aggirano curiosando l’evento straordinario, senza separarsi dall’alienazione quotidiana della «birretta». Sono le due alternative, false alternative certo, della condizione umana di oggi, entrambe emarginate, entrambe a loro modo patologiche. L’emergenza del fiume le mette una di fronte all’altra, due rive gemelle. In mezzo, tra passato e presente, tra l’isola-ospedale e gli argini-spettacolo, Guzzi pone una immagine di mediazione assai stridente, quella degli zombi. Vivi e morti allo stesso tempo, e quindi in un certo senso più saggi di noi, gli zombi non sono tuttavia portatori di una vera mediaizone ben riuscita. Sono piuttosto i rivelatori della nostra immagine, sono la figura dello stato incerto, incompleto e contraddittorio in cui viviamo. Essi compaiono all’inizio e alla fine del testo, con inquietante circolarità. Per giunta, nelle rime-assonanze del finale “sponda”, “ombra” e “onda” si mescolano in un turbinante scambio simbolico dove l’onda mette a rischio la sponda, ma tutt’e due sono rivolte all’ombra della nostra condizione di cittadini a metà, in buona parte passivi, se non eterodiretti.
Con un sapiente gioco di immagini e di alternanze di piani, la scrittura poetica di Guzzi approfitta dell’occasione tematica per offrire alla nostra riflessione un testo nello stesso tempo seriamente discorsivo e felicemente inventivo.
(Per la Giuria: Francesco Muzzioli)

L’ Isola dei Poeti
Premio di poesia

“INSULA ROMÆ”
PRIMA EDIZIONE
MARTEDÌ 14 LUGLIO 2009
Roma, Isola Tiberina, Nave di Esculapio
Ore 18:30 – 21:00

PREMIAZIONI DEI POETI
ALLA PRESENZA DI GIORGIO GINORI
“ISOLA DEL CINEMA”
CON LA GIURIA
TOMASO BINGA, FRANCESCA FARINA, MARIO LUNETTA,
FRANCESCO MUZZIOLI, ROBERTO PIPERNO
Primo premio alla poeta Carla Guidi.
Motivazioni della Giuria.


“Ad Incubatio di Carla Guidi è andato il primo premio “Insula Romae” in forza della sua concentrazione concettuale brillantemente risolta in energia ritmico-metaforica. Nessuna concessione, in questo testo, a suggestioni di facile lirismo o ad appoggi di carattere archeo-storico in chiave leggendaria. Nessun ricorso a banali risorse di folclore romanesco da cartolina; invece, uno sguardo portato alla giusta distanza problematica su un oggi carico di passato”.
(per la Giuria: Mario Lunetta)
L’ Isola dei Poeti
Premio di poesia

“INSULA ROMÆ”
PRIMA EDIZIONE
MARTEDÌ 14 LUGLIO 2009
Roma, Isola Tiberina, Nave di Esculapio
Ore 18:30 – 21:00

SILVANA BARONI, TERZO PREMIO INSULA ROMAE 2009

MOTIVAZIONI DELLA GIURIA COMPOSTA DA TOMASO BINGA, FRANCESCA FARINA, MARIO LUNETTA, FRANCESCO MUZZIOLI E ROBERTO PIPERNO.

“LA POESIA NASCE DA UN CUMULO DI STORIA”: L’ ASSIOMA RISUONA TANTO PIÙ EVIDENTE DI FRONTE ALLE POESIE DI SILVANA BARONI, CHE SEMBRA CONOSCERE I RETAGGI DEL TEMPO QUANTO UN PROFETA O UNA MAGICA INDOVINA, I QUALI, SCRUTANDO LE PIETRE COME PAGINE DI UN LIBRO ETERNO, TRAGGONO AUSPICI DAI SECOLI E DECLAMANO IL SENSO CON VOCE SERENA, PACATA, MA NON MENO SICURA, ANZI TERRIBILE NELLA SUA ESATTEZZA DRAMMATICA. L’INESORABILE ACCADE NELLE SUE STROFE, E LA POETA LO REGISTRA SENZA MEDIAZIONE, QUASI AVVENISSE SOTTO IL PROPRIO SGUARDO: I CASCAMI DI ALTRI AVVENIMENTI, I LACERTI DI ALTRE SITUAZIONI, IL VIETO BELLO CONSOLATORIO E TARDO-ROMANTICO SOCCOMBONO DI FRONTE ALLA FRASE EPIGRAMMATICA, SENTENZIOSA, MAI BANALE, AL CONTRARIO RICERCATA, NELLO STUDIO SAPIENTE DELLA VERITÀ, CHE RICOMPONE I DISSIDI TRA IL REALE E IL MITICO. LA FORMA IN CUI SI ESPLICITA, POI, IL DISCORSO POETICO CONSISTE IN UN LINGUAGGIO MISTO DI LESSICO ALTO E BASSO, DI SEVERITÀ E IRONIA, DI MALINCONIA E SARCASMO, UNA STRUTTURA AMPIA, DESTINATA A NARRARE, CHE SOSTIENE UN DISCORSO NOBILE E DOLENTE, NELLA LUCIDA CONSTATAZIONE DELL’INEVITABILITÀ DEL MALE. UNA LUNGA SAPIENZA COGNITIVA FA DELL’INDAGINE POETICA, SIA DELL’ANIMO UMANO, LA CUI SOLITUDINE INESPLICABILE ED IMMEDICABILE NON HA ALCUN SENSO, SIA DEL PERCORSO STORICO-MITICO DEL TEVERE, RICCO DI EVENTI, MA ALTRETTANTO IMPENETRABILE, BENCHÉ LA POETA LO OSSERVI COME AL MICROSCOPIO DELLA SUA POTENZA INDAGATRICE, L’ESATTA MISURA DELLA STORIA. LA QUALE NON APPAGA E NON CONSOLA, MA STA, FERMA NELLA SUA ASSOLUTA REALTA’, REFRATTARIA AD OGNI RAGIONE, PAGA DI ESISTERE. COME IL POETA, OCCHIO DEI SECOLI.
(per la Giuria: Francesca Farina)

rosafrancefarina@fastwebnet.it
robpiperno@yahoo.it











PREMIO INSULA ROMAE 2009

FINALISTI





Finalisti in ordine alfabetico

Antonio Amendola
Arceri Paolo, 49
Ariemma Henry, 2
Barbetti Mauro, 39 (fuori Roma)
Baroni Silvana, 53
Carli Paolina, 56
Comes Annalisa, 15
ConTiliano Antonino,38 (fuori Roma)
Cozzolino, Pastrizia, 62 (fuori Roma)
Di Trani Gabriella, 25
Ferlini Vanes , 46 (fuori Roma)
Ferramosca Annamaria, 21
Guidi Carla, 10
Guzzi Paolo, 12
La Carruba Iolanda, 9.
Mammuccari Giuliana, 60
Olivi Terry,47
Perilli PlInio,55
Pisani Mimma, 52
Pollicelli Giuseppe,41
Sabatini Scalmati Lucia, 20
Salvati Angela, 37 (fuori Roma)
Tolve Marisa,5















Premio INSULA ROMAE Ia edizione 2009

TIBER POEM DI ANTONIO AMENDOLA PER IL PREMIO INSULA ROMAE 2009


ER…….SE SGANASCIA SE ‘NGRASSA
DE LE RISATE LE RIEMPIE TEMPO
SE SFONNA ER…….ASSOTTIGLIA
SONORENTE LI DETRITI RETRIVI
ER……BIONNO MAGNA E FANGA
ANNACQUANDO SCIABORDIO PORTA
CON SE’ FERRAGLIA,RAMAGLIA,RUMORI
E LUI ER………………..PACIFICO…….
SE SBRAITA E T’ARIMBARZA FINO
AD OSTIA TABERNAE E INSULAE GIU’
ZAGAJJA ER TEVERE NUN SE LAGNA
NUN SE SFRAGNA MAI L’ACQUA DER CIELO





TRATTENUTI E ATTRAENTI RAMI INFRACIDITI
IN CONCOMITANTE BARCAROLA O BAGNAROLA
BESAME MUCHO FIUME ‘NGRIFATO E CASTO
E VATTELA A PIJJA’ DOVE L’OCCHI SCRUTENO
RIMASUGLI DI COMETE.CHIOME E GUAZZI
LASCIANDOSI LE SPALLE
GUARDAN-DO-LI FIUME LA’
SET MUNDI DE TIBER LA’
FIUME DER CINEMA MA
PEPLA-PEPLUM-PEPLI ET
SPAGHETTI ERTI OVEST
RIVOLTA GLI ARGINI
POVERI MA BELLI MA
SCENOGRAFIE-SCENE
LENTE E MAESTOSE
CABIRIA E CAPOSOTTO
LA COMARE SECCA DE
BERTOLUCCI DE BERTA’
INSULA DE L’AVVENTURA
ANTONIONI DIXIT ANSA
NAVIGABILE SOGNA ET
SONANTE O SONORENTE


(Questo è un assaggio (un saggio) delle capacità dei poeti concorrenti: in attesa di postare i testi dei vincitori...)

Nessun commento: