domenica 5 ottobre 2008

"Sentieri selvaggi" di John Ford (1956)

Un capolavoro, sì, così si dice...ma il grande John Ford in quei lontani anni non aveva ancora mai pensato a quanto i cosidetti bianchi fossero debitori nei confronti dei cosidetti rossi, i cosidetti selvaggi...Il grande "eroe" John Wayne parte alla ricerca della ragazzina rapita dagli indiani dopo che questi ultimi avevano massacrato i suoi genitori...non pensa che alla vendetta...non pensa che a riportare a casa la ragazzina, non pensa certo da uomo, non da eroe, a quello che c'era dietro quella tragedia: l'invasione delle terre indiane da parte dei coloni bianchi, l'appropriazione indebita di milioni di chilometri di territorio sottratto agli indiani, veri proprietari (ma senza notai o avvocati!) delle loro terre da migliaia di anni...nessuno di quei bianchi avrebbe osato impossessarsi impunemente di quelle terre in Europa...Soltanto con "Il piccolo grande uomo", interpretato da Dustin Hoffman molti anni dopo, la coscienza cattiva dei bianchi si sarebbe risvegliata e avrebbe denunciato i crimini commessi dai colonizzatori, che avevano scatenato la rabbia impotente degli indiani...A distanza di tanti secoli nessun bianco ha mai chiesto perdono agli indiani, agli autoctoni, per quello che è stato fatto, in America del Nord, come in America Centrale, come in America del Sud, in Australia... Chissà se con il nuovo presidente U.S.A Obama (si spera)ci sarà finalmente questa richiesta di perdono, seguita da un congruo risarcimento economico e culturale per gli indiani superstiti (trecentomila, a fronte dei milioni massacrati o morti di stenti e fame durante le marce forzate per sfuggire all'invasione dei bianchi).

Nessun commento: