PREMIO NAZIONALE DI POESIA ”INSULA ROMAE” - PRIMA EDIZIONE 2008/2009
E’ indetto il Premio di Poesia “Insula Romae”, dedicato all’isola Tiberina e al Tevere.
I poeti potranno concorrere inviando non più di tre poesie, al massimo di trenta versi ciascuna, che avranno come tema l’Isola Tiberina, con le sue antichissime e recenti vestigia, e il Tevere che la circonda, fiume che mescola in sé mito e storia.
La Giuria è composta da Tomaso Binga (Bianca Menna), Francesca Farina, Mario Lunetta, Francesco Muzzioli, Roberto Piperno.
Sono previsti tre premi. Primo: euro 500. Secondo: euro 300. Terzo: euro 200.
La premiazione avverrà sull’Isola Tiberina, nell'ambito della manifestazione "L’Isola del Cinema", diretta da GIORGIO GINORI da 18 anni, luglio del 2009.
Dovranno essere inviate sei copie di ogni poesia e soltanto su una copia devono essere riportati il nome e cognome dell’autore, la firma,l’indirizzo, il telefono e l’email.
I testi debbono essere spediti entro il 30 Aprile 2009 e indirizzati a:
“L’Isola del Cinema “, Via Carlo Armellini 16, 00153 Roma.
I testi pervenuti non verranno restituiti.
Per informazioni :
www.isoladelcinema.com.
robpiperno@yahoo.it
rosafrancefarina@fastwebnet.it
sabato 4 aprile 2009
"LA FORMA DELL'ITALIA", il nuovo libro di MARIO LUNETTA
Alcune riflessioni in merito al nuovo libro di Mario Lunetta “La forma dell’Italia” (Poema da compiere), Manni Editore, presentato alla BIBLIOTECA VALLICELLIANA di Roma, Piazza della Chiesa Nuova, 18, Salone Borromini, giovedì 26 marzo 2009 con l'intervento critico di Francesco Muzzioli. Letture a due voci di Clara Ferri e Mario Lunetta.
Ho notato intanto una straordinaria (fuori dall’ordinario) commistione linguistica e strutturale, che non è puro gioco, né scelta intellettualistica, né studio fatto a tavolino, ma è propria del linguaggio parlato dell’autore, del suo stile, derivanti dalla sua raffinatissima, profonda cultura, da letture cosmopolite, e di ogni tempo, della storia letteraria. Poi, un’ironia amara, che mescola il rimpianto di un mondo civilissimo – in verità mai realizzato – alla lucida disperazione,scaturita dalla consapevolezza che questo mondo vagheggiato non sarà mai. Un sarcasmo che scivola nella commedia, se non nella tragedia sempre sottintesa: insomma, l’autore ride o sorride o sogghigna tra le parole allitterate e reiterate, che scatenano l’ilarità amara del lettore. Una delusione asperrima anima i versi, ma anche sentiamo il giudizio superiore, distaccato, di chi guarda, come dal satellite, questa Italia deformatesi non certo per cause geo-fisiche, ma endemiche, endogene, derivanti da un fascismo sempre più evidente, per quanto mai negato, ma neppure mai nominato. Un excursus audacissimo della storia della nostra sciagurata Penisola… Ora, tra i versi, andiamo da un Federico all’altro, dal grande Barbarossa, all’eclettico, letterato e guerresco Federico II: e come si rassomiglia il ritratto del primo allo stesso poeta. Il sorriso, la barba, la bella faccia dai tratti nobili, imperiosi sono gli stessi del grande, selvaggio imperatore germanico. Da un Federico all’altro e oltre si sottintende quanto sia franata fino ad oggi la Storia, quanta devastazione ha subito e subisce la forma dell’Italia. La voce del poeta si leva con disperata speranza, “con un gelo nel fuoco” dei suoi focosi sonni e sogni. E noi non possiamo fare altro che stare ad ascoltare la sua pacata, quasi afona voce, che è la voce di tanti come lui devastati dallo sfacelo del mondo.
Francesca Farina.
Ho notato intanto una straordinaria (fuori dall’ordinario) commistione linguistica e strutturale, che non è puro gioco, né scelta intellettualistica, né studio fatto a tavolino, ma è propria del linguaggio parlato dell’autore, del suo stile, derivanti dalla sua raffinatissima, profonda cultura, da letture cosmopolite, e di ogni tempo, della storia letteraria. Poi, un’ironia amara, che mescola il rimpianto di un mondo civilissimo – in verità mai realizzato – alla lucida disperazione,scaturita dalla consapevolezza che questo mondo vagheggiato non sarà mai. Un sarcasmo che scivola nella commedia, se non nella tragedia sempre sottintesa: insomma, l’autore ride o sorride o sogghigna tra le parole allitterate e reiterate, che scatenano l’ilarità amara del lettore. Una delusione asperrima anima i versi, ma anche sentiamo il giudizio superiore, distaccato, di chi guarda, come dal satellite, questa Italia deformatesi non certo per cause geo-fisiche, ma endemiche, endogene, derivanti da un fascismo sempre più evidente, per quanto mai negato, ma neppure mai nominato. Un excursus audacissimo della storia della nostra sciagurata Penisola… Ora, tra i versi, andiamo da un Federico all’altro, dal grande Barbarossa, all’eclettico, letterato e guerresco Federico II: e come si rassomiglia il ritratto del primo allo stesso poeta. Il sorriso, la barba, la bella faccia dai tratti nobili, imperiosi sono gli stessi del grande, selvaggio imperatore germanico. Da un Federico all’altro e oltre si sottintende quanto sia franata fino ad oggi la Storia, quanta devastazione ha subito e subisce la forma dell’Italia. La voce del poeta si leva con disperata speranza, “con un gelo nel fuoco” dei suoi focosi sonni e sogni. E noi non possiamo fare altro che stare ad ascoltare la sua pacata, quasi afona voce, che è la voce di tanti come lui devastati dallo sfacelo del mondo.
Francesca Farina.
giovedì 2 aprile 2009
Un deliziosa poesia di LEOPOLDO ATTOLICO.
Sardinia forever -
Diamoci appuntamento sulle labbra
Bastianedda dagli immani cataclismi salivari
folgore delle mie gengive e della mia dentiera
made in Orgosolo sì ( tu, non la dentiera )
ma così bianca e eterea
da dare punti e orgasmi di sconforto
a schiere di mannenquin del gran Cardin
mia cavalletta !
Diamoci appuntamento sul tuo cuore selvaggio al cortisone
mia tartaruga saggia
mia Ferrari col Senna nel motore ,
meglio ancora se in quel punto d’incontro
contraddittorio/assurdo ( punto di non ritorno )
delle tue scoordinate spazio/tempo/amore a scapicollo
viste e considerate le gomitate e le sinergie di troppo
che opponi alle mie mani immense che ti cercano .
Diamoci ‘sto appuntamento
ma diamocelo santiddio unabuonavolta
dove ti pare a te
magari in quel pineto scalcinato
che tanto ti appassiona e ti spaventa
là dove la pioggia acida sfrigola sulle foglie veleno e favola
con gran travaglio del Vate che fumigando s’inargenta in sibemolle…
E se il tuo mento porrai , come tuo solito
come vitigno sul mio omero ossuto perforandolo
sommando pena a pena in un momento topico di cosmico spavento
sarà ancora per dirmi : - Resta , restiamo, ma andiamo via lontano,
col mio vento .
Prendimi
come un reame d’ansiolitico
per abiogenesi mediata da Zanzotto
per sortilegio d’Orazio Converso (*)
per somma fotosintesi che da clorofilliana
s’inveri in stroboscopica, ruotante all’incontrario
per nascere di nuovo come l’ha fatta mammà, come desideri tu
fatta di sole, d’aria e di tiramisù
ebbra smagata immensa dentro al cuore
laggiù dove il silenzio è più forte
e l’urlo del nuraghe uccide questa morte
(*) Operatore video per la poesia e il teatro
Leopoldo Attolico
Da “Scapricciatielle”, El Bagatt, 1995
Diamoci appuntamento sulle labbra
Bastianedda dagli immani cataclismi salivari
folgore delle mie gengive e della mia dentiera
made in Orgosolo sì ( tu, non la dentiera )
ma così bianca e eterea
da dare punti e orgasmi di sconforto
a schiere di mannenquin del gran Cardin
mia cavalletta !
Diamoci appuntamento sul tuo cuore selvaggio al cortisone
mia tartaruga saggia
mia Ferrari col Senna nel motore ,
meglio ancora se in quel punto d’incontro
contraddittorio/assurdo ( punto di non ritorno )
delle tue scoordinate spazio/tempo/amore a scapicollo
viste e considerate le gomitate e le sinergie di troppo
che opponi alle mie mani immense che ti cercano .
Diamoci ‘sto appuntamento
ma diamocelo santiddio unabuonavolta
dove ti pare a te
magari in quel pineto scalcinato
che tanto ti appassiona e ti spaventa
là dove la pioggia acida sfrigola sulle foglie veleno e favola
con gran travaglio del Vate che fumigando s’inargenta in sibemolle…
E se il tuo mento porrai , come tuo solito
come vitigno sul mio omero ossuto perforandolo
sommando pena a pena in un momento topico di cosmico spavento
sarà ancora per dirmi : - Resta , restiamo, ma andiamo via lontano,
col mio vento .
Prendimi
come un reame d’ansiolitico
per abiogenesi mediata da Zanzotto
per sortilegio d’Orazio Converso (*)
per somma fotosintesi che da clorofilliana
s’inveri in stroboscopica, ruotante all’incontrario
per nascere di nuovo come l’ha fatta mammà, come desideri tu
fatta di sole, d’aria e di tiramisù
ebbra smagata immensa dentro al cuore
laggiù dove il silenzio è più forte
e l’urlo del nuraghe uccide questa morte
(*) Operatore video per la poesia e il teatro
Leopoldo Attolico
Da “Scapricciatielle”, El Bagatt, 1995
RIECCOMI FINALMENTE DOPO GIORNI E GIORNI DI OSCURAMENTO!!!!
PURTROPPO NON RIUSCIVO AD ACCEDERE A INTERNET A CAUSA DI UN PROBLEMA TECNICO E QUESTO MI HA DANNEGGIATO MOLTISSIMO!!! ORA DI NUOVO POSSO SCRIVERE SUL MIO BLOG E MAGARI AGGIORNARLO SU TANTISSIME NOTIZIE, INTANTO SUL PREMIO "INSULA ROMAE", PRIMA EDIZIONE, CHE SCADE IL 30 APRILE 2009. BASTA INVIARE TRE POESIE DI MAX 30 VERSI CIASCUNA CHE ABBIANO COME ARGOMENTO L'ISOLA TIBERINA DI ROMA E IL SUO FIUME, IL TEVERE. LA PREMIAZIONE A LUGLIO 2009 PRESSO L'ISOLA TIBERINA NELL'AMBITO DELLA MANIFESTAZIONE ", CHE SI TIENE DA 18 ANNI, "L'ISOLA DEL CINEMA" A CURA DI GIORGIO GINORI. IN GIURIA TOMASO BINGA (BIANCA MENNA),MARIO LUNETTA, FRANCESCO MUZZIOLI, ROBERO PIPERNOE LA SOTTOSCRITTA. PER DETTAGLI INVIATE UNA MAIL AL MIO INIRIZZO: rosafrancefarina@fastwebnet.it. A prestissimo con le vostre poesie!!!
lunedì 2 marzo 2009
"TRAGOEDIA" DI FRANCESCA FARINA ALLA LIBRERIA ODRADEK DI ROMA
LUNEDI' 23 MARZO 2009, ALLE ORE 18,00,PRESSO LA LIBRERIA ODRADEK, VIA DEI BANCHI VECCHI, 54, ROMA (CENTRO STORICO), IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA, SARA' PRESENTATO IL VOLUME DI POESIE "TRAGOEDIA" DI FRANCESCA FARINA, CASA EDITRICE ZONA, PRESENTATO CRITICAMENTE DAL POETA, SCRITTORE E CRITICO LETTERARIO MARIO LUNETTA. SEGUIRA' UNA MARATONA DI CIRCA TRENTA POETI CHE LEGGERANNO I SONETTI DEL VOLUME. SERATA APERTA CON INGRESSO GRATUITO. A CONCLUSIONE DELIZIOSO BUFFET POETICO. PER UN ASSAGGIO... DEI SONETTI: WWW.EDITRICEZONA.IT
ARCHIVIO NAZIONALE DEI DIARI A PIEVE SANTO STEFANO (AREZZO)
NEL PICCOLO, DELIZIOSO PAESE DI PIEVE SANTO STEFANO, IN PROVINCIA DI AREZZO, ESISTE UN ARCHIVIO UNICO E SPECIALE, INVENTATO DAL GRANDE GIORNALISTA E SCRITTORE SAVERIO TUTINO, ESPERTO DI POLITICA DEI PAESI DEL SUDAMERICA, CUBA, ECC: L'ARCHIVIO DIARISTICO NAZIONALE, CHE ACCOGLIE DAL 1982 MOLTISSIMI DIARI, LETTERE, MEMORIE, DAL 1800 AD OGGI. OGNI ANNO L'ARCHIVIO PREMIA I MIGLIORI DIARI, LETTERE, MEMORIE, ECC., NON ULTIMI I TESTI SCRITTI CON UN ITALIANO APPROSSIMATIVO, CIOE' TUTT'ALTRO CHE LETTERARIO, MA VERO. I PIU' BEI TESTI IN REALTA' SONO PROPRIO QUELLI ANTI-LETTERARI E COLTI PER ECCELLENZA. NEL 1998 I MIEI DIARI RELATIVI AGLI ANNI 1977/78 SONO STATI NELLA ROSA DEI PRIMI DIECI; QUELLI RELATIVI AGLI ANNI 1987/88 NEL 2008 SONO STATI PREMIATI CON LA "MENZIONE D'ONORE". VI INVITO TUTTI, SE AVETE TESTI INTERESSANTI IN QUESTO SENSO (AUTENTICI, NON DI FANTASIA O LETTERARI),A MANDARLI ALL'ARCHIVIO DIARISTICO NAZIONALE, PIEVE SANTO STEFANO (AREZZO). BASTA QUESTO INDIRIZZO, ARRIVERANNO DI CERTO, TUTTO IL PAESE SA DOVE SI DEPOSITANO, SELEZIONANO E PREMIANO I TESTI INVIATI. LORETTA VERI E' IL GRAND COMMIS DELLA SITUAZIONE, CHE HA IN MANO LE REDINI DI TUTTO, COADIUVATA DA TANTI COLLABORATORI CAPACISSIMI ED ENTUSIASTI.
mercoledì 21 gennaio 2009
DOMANI 22 GENNAIO 2009 DA BIANCA MENNA/TOMASO BINGA AL LAVATOIO CONTUMACIALE
NON MANCATE DOMANI DA BIANCA! ORE 18,00, LAVATOIO, PIAZZA PERIN DEL VAGA, 4, ROMA FLAMINIO, GRANDE SOIREE CON FRANCESCO MUZZIOLI, MARIO LUNETTA, MARCELLO CARLINO E TANTI ALTRI POETI, PER CHI HA VOGLIA DI ESILARARSI CCON UNA SUPER POESIA!!!
LAVATOIO CONTUMACIALE
associazione culturale diretta da Tomaso Binga - Anno 35°-
e ARCHIVIO Menna/Binga
presentano
Giovedì 22 Gennaio 2009 Ore 18,00
“ALLA CORTE DEL CORTO
Edizione Le impronte degli Uccelli, Roma 2008
Quello che pensano i classici del Cattivo Governo
Favola satirica di:
Francesco Muzzioli
Relatori: Marcello Carlino e Mario Lunetta
Esperimento di lettura dell’Autore
DEL Cattivo Governo
Quello che pensano gli artisti contemporanei
Mostra con opere di:
Bruno Aller, Silvana Baroni, Paolo Berni, Aldo Bertolini, Tomaso Binga, Primarosa Cesarini Sforza, Marisa Facchinetti, Roberta Filippi, Giovanna Gandini, Nella Giambarresi, Velia Iannotta,
Giuliana La Portella, Bianca Madeccia, Carmelo Marchese, Rossella Pompeo,
Vincenza Salvatore, Silvia Stucky, Antonio Tateo.
Piazza Perin del Vaga, 4 - Roma (Lungo Tevere Flaminio)
Tel. 06 3630 1333 cell. 334 3708222
E mail: tomasobinga@libero.it www.lavatoiocontumaciale.it
LAVATOIO CONTUMACIALE
associazione culturale diretta da Tomaso Binga - Anno 35°-
e ARCHIVIO Menna/Binga
presentano
Giovedì 22 Gennaio 2009 Ore 18,00
“ALLA CORTE DEL CORTO
Edizione Le impronte degli Uccelli, Roma 2008
Quello che pensano i classici del Cattivo Governo
Favola satirica di:
Francesco Muzzioli
Relatori: Marcello Carlino e Mario Lunetta
Esperimento di lettura dell’Autore
DEL Cattivo Governo
Quello che pensano gli artisti contemporanei
Mostra con opere di:
Bruno Aller, Silvana Baroni, Paolo Berni, Aldo Bertolini, Tomaso Binga, Primarosa Cesarini Sforza, Marisa Facchinetti, Roberta Filippi, Giovanna Gandini, Nella Giambarresi, Velia Iannotta,
Giuliana La Portella, Bianca Madeccia, Carmelo Marchese, Rossella Pompeo,
Vincenza Salvatore, Silvia Stucky, Antonio Tateo.
Piazza Perin del Vaga, 4 - Roma (Lungo Tevere Flaminio)
Tel. 06 3630 1333 cell. 334 3708222
E mail: tomasobinga@libero.it www.lavatoiocontumaciale.it
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